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Catarrhini
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I mwbaCatarrini (mwbqCatarrhini (mwbgÉ. Geoffroy, 1812)cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]cite-ref-3[3], dal mwewgreco "naso in giù") sono un mwfaparvordine di mwfqprimati dell'mwfginfraordine mwfwsimiiformes, comunemente chiamati mwgascimmie del mwgqvecchio mondo.
Contents
• Anatomia
• Biologia
• Note
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Tassonomia
I catarrini si separarono dai mwhqplatirrini, o scimmie del Nuovo Mondo, circa 40 milioni di anni fa, eleggendo a propria dimora gli ambienti più disparati in mwhgAfrica e mwhwAsia. Una colonia è presente anche in mwiaEuropa, le mwiqbertucce di Gibilterra, importate con tutta probabilità dai mwigRomani.
mwjaParvordine Catarrhini
• Superfamiglia mwjwCercopithecoidea
• Famiglia mwkgCercopithecidae
• Sottofamiglia mwlqCercopithecinae
• Sottofamiglia mwlwColobinae
• Superfamiglia mwmqHominoidea
• Famiglia mwnaHylobatidae
• Famiglia mwngHominidae
• Sottofamiglia mwoqPonginae
• Sottofamiglia mwowHomininae
Anatomia
Le scimmie del Vecchio Mondo sono di dimensioni da medie a grandi e variano dalle forme arboricole, come le mwpgscimmie colobo, alle forme completamente terrestri, come i babbuini. La più piccola è il mwpwtalapoin, che ha una lunghezza della testa e del corpo di 34–37mwqa cm e pesa tra gli 0,7 e gli 1,3 chilogrammi, mentre la più grande è il mwqqgorilla di montagna maschio (le femmine di questa specie sono molto più piccole), con circa 190mwqg cm di lunghezza e un peso che arriva a 200 chilogrammicite-ref-eom-4-0[4].
Rispetto alle platirrine, le catarrine non presentano mai coda prensile, hanno un mwsadimorfismo sessuale anche considerevole (in relazione alle loro abitudini solitamente poligame) e, come dice il nome stesso, possiedono un naso dalle narici puntate verso il basso.
Altre distinzioni comprendono sia un ectotimpanico (osso uditivo) tubolare che otto, e non dodici, premolari nelle catarrine, fattore che dà a queste ultime la seguente mwswformula dentaria:
Alcune scimmie del Vecchio Mondo presentano peculiarità anatomiche. Le scimmie colobo, al posto del pollice, hanno un moncone che le aiuta nei loro movimenti arboricoli; il maschio della mwtqnasica ha un naso straordinario, mentre le mwtgscimmie dal naso camuso non lo hanno quasi; il mwtwpene del mandrillo maschio è di colore rosso e lo mwuascroto ha una colorazione lilla; inoltre, anche la sua faccia presenta la stessa colorazione brillante dei genitali e questo sviluppo avviene solo nel maschio dominante di un gruppo di più maschi.
Biologia
La maggior parte delle scimmie del Vecchio Mondo è mwuwonnivora, ma tutte preferiscono sostanze vegetali, che formano il fulcro della loro dieta. Le mwvacolobine sono per la maggior parte vegetariane, nutrendosi soprattutto di foglie e mangiando solo una piccola quantità di insetti, mentre le altre specie sono molto opportuniste, nutrendosi principalmente di frutta, ma consumando anche quasi ogni fonte di cibo disponibile, come fiori, foglie, bulbi e mwvqrizomi, insetti, chiocciole e perfino piccoli vertebraticite-ref-eom-4-1[4].
La mwwwgestazione nelle scimmie del Vecchio Mondo dura tra i cinque e i nove mesi. I parti sono solitamente singoli, sebbene, come nell'uomo, possono anche avvenire di tanto in tanto parti gemellari. I piccoli nascono relativamente ben sviluppati e sono in grado di arrampicarsi con le mani sulla pelliccia delle madri fin dalla nascita. Rispetto alla maggior parte degli altri mammiferi, hanno bisogno di molto tempo per raggiungere la maturità sessuale, dai quattro ai sei anni per la maggior parte delle specie.
In quasi tutte le specie, le figlie rimangono con le madri per tutta la vita, così che il gruppo sociale di base tra le scimmie del Vecchio Mondo è il gruppo mwxqmatrilineare. I maschi lasciano il gruppo non appena raggiungono l'adolescenza e si aggregano ad un nuovo gruppo. In molte specie, in ogni gruppo vive solo un singolo maschio adulto che scaccia tutti i rivali, ma altre sono più tolleranti, stabilendo relazioni gerarchiche tra maschi dominanti e subordinati. Le dimensioni del gruppo sono molto variabili, perfino all'interno della stessa specie, e dipendono dalla disponibilità di cibo e da altre risorsecite-ref-eom-4-2[4].
Note
cite-note-11. ↑ mwaamwaqmwagGBIF, su mwawgbif.org.
cite-note-22. ↑ mwbwmwcamwcqGBIF, su mwcggbif.org.
cite-note-33. ↑ mwdgmwdwmweaGBIF, su mweqgbif.org.
Bibliografia
• mwja(EN) Colin Groves, Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, a cura di D.E. Wilson e D.M. Reeder, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, 152-184, ISBN 0-8018-8221-4.
• Gippoliti S., Visalberghi E. mwjwmwkaOrdine Primates: elenco delle specie viventi, nome italiano e grado di minaccia. Rivista di Antropologia (Roma), Vol 79 (2001), pp 33–44.
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) catarrhine, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereffossilworks-org(EN) Catarrhini, su Fossilworks.org.